Seshat, la signora delle stelle.

Seshat, la signora delle stelle.

Lei è Seshat, indiscutibilmente la nostra divinità preferita. La foglia che ha sulla testa non è papiro, e chi dice il contrario sbaglia. sappiatelo.

 

“Fondatrice dell’architettura”, “Dea dell’edilizia”, “Signora dei costruttori”, “Signora degli anni”, “ Signora del destino”, “Occhio di Ra” (titolo condiviso con altre divinità femminili come Sekhmet) , “Dritto e vero fiore in mano di Ra” … e “La Signora delle Stelle”.

Wikipedia ci racconta che

Seshat (o Sešet, Safkhet, Sesat, Sashet) è una divinità egizia della religione dell’antico Egitto. Era dea della scrittura, dell’aritmetica, delle progettazioni architettoniche di templi ed edifici reali e dell’architettura in generale, variamente venerata come moglie (oppure sorella o figlia) di Thot, il dio-ibis della scrittura, della conoscenza e della misurazione del tempo – di cui Seshat condivideva il patronato.

Ma venendo a noi, quel fiore che ha sulla testa, non è un papiro!

Leggiamo qui:

 

Il Papiro di Ebers è il più antico libro di testo medico completo che esista.

La maggior parte degli studiosi ritiene che sia la copia di un testo molto più antico, del 3100 a.C. circa.

Seshat era raffigurata come una donna che indossava un abito di pelle di pantera (l’abito dei sacerdoti funerari) e un copricapo che era anche il suo geroglifico – Seshat – che può rappresentare un fiore stilizzato o una stella a sette punte su uno standard che si trova sotto una serie di corna rovesciate.

Le corna possono essere state una mezzaluna, che collega Seshat alla luna e quindi al suo sposo, il dio della luna della scrittura e della conoscenza, Thoth.

ATTENZIONE, il papiro non è ciò che è rappresentato dal simbolo.

L’idea che Seshat sia la dea protettrice della Cannabis non è così inverosimile. Il suo simbolo è tra i geroglifici più antichi.

Era vista come scriba e custode di registri, e il suo nome significa colei che scrive (cioè colei che è lo scriba), e le si attribuisce il merito di aver inventato la scrittura.

Seshat è stata anche identificata come la dea dell’architettura, dell’astronomia, dell’astrologia, dell’edilizia, della matematica e del rilievo.

L’immagine dell’emblema di Seshat sulla parete di un tempio di Luxor risale al 1250 a.C. circa. Essa mostra la foglia in 7 parti della pianta di canapa utilizzata per realizzare la corda per il rilievo di Seshat.

L’arte è stata una fonte spesso trascurata nel determinare il contenuto etnobotanico di qualsiasi civiltà.

Si suggerisce che le prime civiltà nell’area della Mezzaluna Fertile impiegassero Datura, Cannabis, Claviceps, Mandragora, Nymphaea, Vitis, ed anche Papavero come medicinali rituali.

È importante capire che le prime civiltà legavano l’espressione artistica alla religione e che questa religione si basava sulla magia – la magia che deriva dal grano, dalla fermentazione, dagli stati di coscienza elevati associati alle piante, dagli antidolorifici, dalle erbe curative e dalle piante resinose per l’imbalsamazione del corpo.

In breve, l’arte di questo primo periodo e di queste culture è una rivelazione di ricchezza per l’etnobotanico.

Sorgente: thehempchronicle.com

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