Semi di cannabis light: ecco come coltivarli in modo legale

Nel corso degli ultimi tempi si è molto dibattuto a proposito della coltivazione dei semi di canapa, soprattutto in riferimento alle novità di carattere legale che sono emerse su questo tema. Ecco perché un numero sempre più elevato di italiani ha deciso di iniziare a coltivare semi di cannabis cercando di capire come fare per evitare guai. Ebbene, prima di tutto occorre essere consapevoli del fatto che nel nostro Paese sono ritenuti illegali tutti i prodotti che presentano un livello di THC che supera lo 0.5%, ed è illecita anche la coltivazione delle piante da cui tali prodotti provengono.

Che cosa sono i semi di canapa light

Diverso è il discorso per ciò che concerne i semi di cannabis light, dai quali derivano piante che hanno infiorescenze con una concentrazione di THC più bassa rispetto alla soglia indicata dalla legge. Questa è la ragione per la quale non si può considerare reato la coltivazione di cannabis legale, visto che si ha a che fare con un prodotto privo di potere drogante. Inoltre, i semi di cannabis non possono mai essere illegali, visto che il loro contenuto di THC è nullo: insomma, fino a quando non germogliano sono uguali ai semi di qualsiasi altra pianta.

Come vengono venduti i semi di canapa

Non a caso in Italia le semenze di canapa vengono vendute liberamente, anche se sono previste delle specifiche destinazioni di utilizzo: vale a dire l’uso alimentare, il collezionismo, il mangime per gli uccelli di allevamento e le esche per la pesca. Chiunque può possedere i semi di marijuana, fino al momento in cui essi non sono germogliati, senza andare incontro a inconvenienti di natura legale: tutto cambia, poi, se si decide di piantare tali semi. A questo scopo, infatti, è indispensabile ricorrere unicamente a semi di canapa legale.

Che cosa ha detto la Cassazione

Quest’anno le Sezioni Unite della Cassazione si sono espresse in materia attraverso una sentenza a suo modo storica a proposito della coltivazione di marijuana in casa. Ebbene, tale attività non rappresenta un reato penale nel caso in cui la coltivazione avvenga palesemente per uso personale. In altri termini coltivare i semi di cannabis continua a rimanere illegale, ma la differenza rispetto a prima è che non si ha più a che fare con un reato penale, ma solo con un illecito amministrativo. Questo è ciò che conviene sapere prima di dedicarsi alla coltivazione.

Le varietà di semi

Nel caso in cui ci si voglia cimentare nella coltivazione è opportuno, prima di tutto, individuare la varietà di semi su cui puntare. Le specie a disposizione sono numerose, ma esistono solo tre tipi di semi, vale a dire i semi a fioritura rapida, i semi autofiorenti e i semi femminizzati. Questi ultimi sono in grado di dare vita, con una probabilità del 99%, a una pianta di marijuana femmina, che poi è quella da cui derivano le infiorescenze. Come si può intuire questa caratteristica è di notevole rilevanza sia per i coltivatori professionali che per quelli domestici, dal momento che assicura un raccolto uniforme.

I semi autofiorenti

Anche i semi di cannabis autofiorenti sono femminizzati, ma si differenziano da quelli femminizzati classici perché sono in grado di fiorire in maniera automatica. Mentre i semi femminizzati tradizionali cominciano a fiorire durante la stagione autunnale, e cioè nel momento in cui le ore di luce iniziano a essere meno delle ore di buio, nel caso dei semi autofiorenti rapidi si ha a che fare con una fioritura automatica che avviene in tempi ridotti. Nel caso della qualità El Gaucho, per esempio, è sufficiente appena un mese e mezzo dal momento della germogliazione a quello della fioritura. In effetti queste sono le semenze che vengono comprate soprattutto dai coltivatori con maggiori necessità, che desiderano disporre del raccolto nel giro di breve tempo.

Le caratteristiche dei semi di cannabis

Per verificare se i semi di cannabis sono di qualità, e in particolare se godono di buona salute, è necessario prima di tutto prestare attenzione alla loro colorazione, che deve essere marrone con delle sfumature che tendono al grigio o al nero, a volte a strisce. Quando i semi sono biancastri o comunque tendono a un colore chiaro, vuol dire che sono molto giovani, ma questo non è un aspetto positivo: significa, infatti, che per farli germogliare ci potrebbe essere bisogno di più tempo, sempre ammesso che ci si riesca. Nel caso in cui ci si ritrovi alle prese con dei semi vecchi, invece, essi si sgretolano o si spaccano. Nulla vieta, però, di tentare di farli germogliare, magari dopo averli messi per un po’ di tempo a bagno. Ci sono anche altri aspetti su cui ci si può basare per appurare il buono stato dei semi di cannabis: il primo è la superficie, che deve essere integra e priva di crepature; il secondo è la conformazione del guscio esterno, che deve essere solido.

Che cosa serve per coltivare

Per coltivare i semi di cannabis è sufficiente un vaso riempito con un substrato adeguato: per scoprire qual è quello giusto basta attenersi alle istruzioni che vengono fornite dal produttore.
L’ambiente ideale deve essere umido e caldo, e la temperatura va mantenuta attorno ai 20 gradi; volendo si può puntare una lampada sopra il seme per raggiungere lo scopo con più facilità. Se si sceglie di mettere i semi di cannabis a germogliare all’interno del substrato si è avvantaggiati, dal momento che non ci si deve preoccupare di compiere un trasferimento che, per il seme, potrebbe essere fonte di stress.

 

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