Mauro e l’inferno della chemioterapia: “La cannabis terapeutica è un grande sollievo”

La storia che vi raccontiamo oggi è quella di Mauro De Ceglia, un ragazzo di 23 anni, che di lavoro fa il tecnico di radiologia medica per immagini e radio terapia.

Mauro è affetto dal linfoma di Hodgkin e sta continuando a vivere il duro percorso della chemioterapia. Un percorso che però è stato alleviato dalla terapia del dolore tramite cannabis.

“Ho cominciato a lavorare verso dicembre – racconta il ragazzo -, contemporaneamente ho iniziato ad avere una forte contrattura nella zona del collo. Nella prima settimana di febbraio mi sono accorto di avere un linfonodo più grosso del normale nella zona mandibolare. Pensando fosse una questione infiammatoria ho lasciato perdere, ma settimana successiva ho notato che un altro linfonodo che si proiettava sulla clavicola”.

“Decido quindi di effettuare un’ecografia del collo presso l’ I.R.C.C.S. “Giovanni Paolo II” – Istituto oncologico, dopo l’ecografia ho seguito un ‘ago aspirato’, il responso era del linfoma di Hodgkin. Dopo essere andato a Taranto per altri accertamenti, ho iniziato subito con la chemio. Il primo ciclo è stato infernale: avevo vomito, malessere interiore e spossatezza eccessiva. Un mio amico però mi ha consigliato il Dottor Spaccavento, anestesista-rianimatore a capo dell’Unità di cure palliative dell’Asl Bari e specializzato in terapia del dolore tramite cannabis”.

“Prima di doverla assumere ho dovuto svolgere una visita accurata, dopodiché mi è stato fornito un programma terapeutico. Il primo mezzo ciclo di chemio l’ho effettuato senza terapia del dolore e sono stato malissimo. La seconda infusione di chemio l’ho fatta invece con l’aiuto del farmaco. Nello specifico ci sono delle infiorescenze che vaporizzo, a base thc, e delle goccine a base di cbd. Hanno due effetti differenti: il cbd serve a rilassare gli organi interni che sono intossicati dalla chemio, il thc invece serve a rilassarmi e a liberarmi dal malessere fisico e mentale che provo dopo la chemio.

“Anche la mancanza di appetito è stata sopperita dalla cannabis, attualmente sono arrivato al quarto ciclo di chemio, probabilmente dovrò farne altri 2 fino a quando il problema sarà estirpato, ma grazie al medicinale la vivo meglio”.

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