Love is in the air

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Uno studio del 2012 condotto in varie città italiane dall’Istituto di Inquinamento Atmosferico di Roma del CNR ha evidenziato tracce di marijuana – non massicce, ma comunque ben rintracciabili – nell’aria attorno al Colosseo e al Pantheon a Roma, e in quella di Torino, Firenze, Bologna, Milano e Napoli, con il capoluogo toscano in cima alla lista per le concentrazioni di “erba” (probabilmente per il gran numero di studenti che ospita).

Ormai è diventata una pratica consolidata: l’Istituto di Inquinamento Atmosferico del Cnr  misura non solo gli inquinanti come CO2 e Pm10, ma anche la presenza di sostanze psicotrope e droghe, presenti nell’aria di otto grandi città italiane. Ovviamente i quantitativi sono molto bassi per poter influire sulla salute della popolazione, ma rivelano l’uso e la tipologia delle sostanze consumate, che spesso collimano con i dati a disposizione delle forze dell’ordine. Le misurazioni vengono effettuate in nanogrammi (ng)per metro cubo e rilevano le molecole di cocaina, hashish, marijuana, caffeina e nicotina. Non è ancora definito se le quantità siano da attribuire a un eccesso di consumo o se si tratti di una altra fonte di inquinamento.

IL CIELO SOPRA LE NOSTRE CITTA’. A Bologna la concertazione maggiore è quella di nicotina, pari a 33 ng per metro cubo di aria. Più fumatori che amanti del caffè i bolognesi, visto che la quantità di caffeina è di 4.3 ng. I livelli di cocaina “sopra” le due Torri è di 0.08 ng, mentre, insieme a Roma e Firenze, raggiungiamo livelli alti di cannabinoidi, “fumo”, ossia 0.68 ng, un dato che, a detta degli esperti, si potrebbe motivare con la presenza di molti studenti in città.
Interessante anche i dati sui consumi “stagionali”: nicotina e cocaina sono stabili, mentre caffeina e cannabinoidi mostrano un picco in inverno, diminuendo sensibilmente tra maggio e agosto.

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