La cannabis potrebbe aiutare a curare e prevenire Covid-19?

La cannabis potrebbe aiutare a curare e prevenire Covid-19?

Il cannabidiolo sembra ridurre l’espressione delle proteine che il coronavirus sfrutta per entrare nelle cellule e potrebbe essere usato come strumento di prevenzione o per contrastare i sintomi di Covid-19. La ricerca si riferisce espressamente alla cannabis medica ed è solo agli inizi

cannabis
(foto: Norman Posselt/Getty Images)

No, non è assolutamente un invito a farsi le canne, ma c’è la possibilità che alcuni tipi di marijuana (parliamo di quella medica) possano alleviare i sintomi di Covid-19 e avere un ruolo preventivo, abbassando le probabilità di venire infettati. A suggerirlo è uno studio in preprint (quindi non ancora sottoposto a peer review) condotto dall’università di Lethbridge, in Canada, che ha testato degli estratti di Cannabis sativa medica ad alto contenuto di cannabidiolo (Cbd) su modelli 3D di tessuti umani, osservando una diminuzione dell’espressione delle proteine Ace2 e Tmprss2, quelle che il coronavirus Sars-Cov-2 sfrutta per entrare nelle cellule.

Lo studio

Il team canadese lavora sugli effetti e le possibili applicazioni cliniche dei cannabinoidi e nel tempo, con il permesso delle autorità del Paese, ha sviluppato più di 800 linee e estratti di Cannabis sativa.

Alla luce del proprio lavoro e sapendo che il cannabidiolo (Cbd) ha proprietà antinfiammatorie, con dilagare dell’epidemia di coronavirus gli scienziati hanno pensato che valesse la pena indagare se la cannabis avesse un qualche effetto sull’infezione da coronavirus. Hanno così screenato le linee e gli estratti ad alto contenuto di Cbd testandone gli effetti su modelli 3D di tessuti umani (bocca, vie aeree e intestino). Alla fine 13 estratti hanno mostrato la capacità di ridurre i livelli di Ace2 e di Tmprss2, le proteine che il virus sfrutta per entrare nelle cellule.

(foto: Università di Lethbridge)

Prevenire e curare?

Secondo i ricercatori, dunque, ci sarebbero prime evidenze che il Cbd è in grado di modulare l’espressione genica delle porte di accesso del virus diminuendone il numero e quindi riducendo la possibilità che infetti le cellule.

Gli autori sottolineano che sono risultati preliminari, ancora da confermare, e che quindi è prematuro pensare a un’applicazione clinica. Tuttavia, se si riveleranno attendibili, i cannabinoidi potrebbero costituire un ulteriore strumento nella lotta al coronavirus.
“Il nostro studio è cruciale per l futura analisi degli effetti della cannabis medica su Covid-19”, hanno commentato gli autori dello studio. “Gli estratti di Cannabis sativa ad alto contenuto di Cbd possono diventare un’aggiunta utile e sicura al trattamento dell’infezione, come terapia di supporto”. La ricerca potrebbe inoltre proseguire verso lo sviluppo di trattamenti preventivi di facile utilizzo sotto forma di collutori per gargarismi” per esempio.

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