Il Lussemburgo legalizzerà il consumo, la produzione e il commercio della cannabis per tutti i maggiorenni. È il primo Paese in Europa

Una graduale depenalizzazione era già prevista in un accordo di coalizione dell’attuale governo, ma era stata ritardata dalla pandemia di Covid. Ora però il Paese potrebbe però diventare il terzo al mondo – dopo Uruguay e Canada – e il primo in Europa a consentire le droghe leggere

 

Il Lussemburgo legalizzerà il consumo e la produzione di cannabis per tutti i maggiorenni. Lo ha annunciato il governo, che già da due anni sta lavorando a un disegno di legge in tal senso. Sarà il primo Stato in Europa. Infatti anche nei Paesi Bassi – dove vige il loro gedoogbeleid, cioè una politica di maggiore tolleranza per l’uso ricreativo – il possesso di stupefacenti non è tecnicamente consentito. Anche nel Regno Unito, nonostante la tendenza a non criminalizzarlo, è punito comunque con multe e sanzioni. L’esperimento di Lussemburgo sarà dunque guardato con interesse da tutti i Paesi – tra cui l’Italia – che intendono allentare i divieti sulle droghe leggere.

“Le misure – restrittive – sulla droga che abbiamo avuto negli ultimi 50 anni non hanno funzionato – aveva detto, nel 2019, il ministro della Salute Etienne Schneider a Politico – Proibire tutto ha reso tutto più interessante per i giovani”. La nuova normativa consentirà a tutti gli adulti, con più di 18 anni, di coltivare fino a quattro piante di cannabis in casa o in giardino. Sarà poi permesso il commercio, anche se solo dei semi – in negozi, online o dall’estero – senza alcun limite alla quantità o ai livelli di Tetraidrocannabinolo (THC), il principale principio psicoattivo della sostanza. Il governo intende anche regolarizzare la produzione domestica e gli scambi tra privati. Ha però anche un piano su larga scala per una catena di produzione nazionale e per la distribuzione. Dopo lunghe discussioni, si è deciso – secondo fonti governative – per una legalizzazione solo “entro le quattro mura”: resterà il divieto sul consumo e sul trasporto di cannabis o prodotti a base di cannabis in pubblico e la diffusione di sostanze, non in forma di semi. Il possesso di una quantità fino a 3 grammi non sarà però più un reato, ma verrà considerato solo un illecito. Anche per i minori di età compresa tra 12 e 17 anni non sono previste pene per un consumo minimo, ma ci saranno sanzioni per dosi più abbondanti.

Una graduale depenalizzazione – da compiere nell’arco di 5 anni – era già stata prevista in un accordo di coalizione tra liberali, socialdemocratici e verdi, ma era stata ritardata dalla pandemia di Covid. Ora però Lussemburgo – dove per scopi medici la cannabis è consentita dal 2017 – intende fare un ulteriore passo avanti. A breve potrebbe quindi diventare il terzo Paese al mondo – dopo Uruguay (2013) e Canada (2018) -, o il quarto – se si considerano anche gli 11 stati degli Usa – a renderne completamente lecito l’uso. Lo scopo è tenere gli utenti lontani dal mercato illegale e regolamentare il sistema di produzione e distribuzione, per aumentare la qualità del prodotto e diminuire i rischi per la salute. I ricavi dalle vendite saranno reinvestiti “principalmente in prevenzione, istruzione e assistenza sanitaria nel vasto campo delle dipendenze”. La decisione non sarà probabilmente priva di conseguenze: lo Stato dovrà infatti contravvenire alla convenzione delle Nazioni Unite – firmata dai governi precedenti – sul controllo degli stupefacenti, che prevede “esclusivamente per scopi medici e scientifici la produzione, fabbricazione, esportazione, importazione, distribuzione, commercio, impiego e detenzione di sostanze stupefacenti”.

 

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