Da dove viene la cannabis?

Un nuovo studio pubblicato su Science Advances suggerisce che sia originaria dell’estremo Oriente e sia stata selezionata per la prima volta in Cina

 

La pianta della cannabis (Cannabis sativa) è chiamata anche erba (weed in inglese) perché cresce praticamente ovunque. Eppure non si sa molto della sua storia e della sua evoluzione, principalmente perché in molti paesi del mondo è illegale coltivarla in grandi quantità e perciò non si sono potuti fare studi estesi e sufficientemente dettagliati. Fino a poco tempo fa, comunque, era diffusa la convinzione che la marijuana fosse originaria dell’Asia Centrale, ma uno studio pubblicato in estate da Science Advances ha scoperto che più probabilmente è autoctona di un’area compresa tra il Giappone e la Cina.

Allo studio hanno partecipato 13 ricercatori e ricercatrici, partendo da un nuovo sequenziamento del DNA della pianta su 110 campioni provenienti da tutto il mondo. Secondo lo studio, la cannabis fu addomesticata per la prima volta nei primi secoli del Neolitico nell’estremo Oriente – circa 12.000 anni fa – e la cannabis nota oggi con tutte le sue variazioni deriverebbe da alcune varietà selvatiche che si trovano in Cina, con le quali condivide una parte di DNA “ancestrale”.

Un’altra parte notevole dello studio è quella relativa al modo in cui le persone di allora utilizzavano la pianta: secondo i ricercatori e le ricercatrici, la marijuana era considerata una pianta multiuso, e veniva usata già in quell’epoca come fibra tessile o come pianta medicinale.

Le prime selezioni delle varietà con lo scopo specifico di esaltare le proprietà psicotrope della pianta sarebbero cominciate all’incirca nel 2000 a.C.

 

Parlando con il New York Times, il biologo della New York University Michael Purugganan ha giudicato interessante il fatto che gli esseri umani, già migliaia di anni fa, non si preoccupassero di coltivare e selezionare piante solo per il nutrimento. Purugganan, che non ha partecipato allo studio, ha detto: «Il problema più urgente per gli umani di allora potrebbe sembrare come procurarsi il cibo. L’ipotesi che anche così tanto tempo fa fossero intenti a procurarsi fibre tessili e sostanze psicoattive è interessante, perché introduce nuove questioni su quali fossero le priorità nelle società del Neolitico».

Tuttavia, Purugganan ha aggiunto di essere scettico sulla datazione. Secondo lui, ci sono prove che la cannabis sia stata usata come fibra tessile o come medicinale risalenti solo a 7.500 anni fa, e non a 12.000 anni fa come sostiene lo studio.

Tra gli autori c’è il botanico cinese Guangpeng Ren, dell’Università di Lanzhou. Secondo Ren, la regione dove con più probabilità è avvenuta la domesticazione della specie è il nord-est della Cina. La conclusione è sostenuta dai rilievi fatti su alcuni reperti archeologici trovati in Giappone, Cina e Taiwan, e dalle analisi su 110 campioni di piante: c’erano varietà utilizzate per la produzione di tessuto (canapa), altre selezionate per l’elevato contenuto di THC (il principio psicoattivo della cannabis) e varietà selvatiche. I risultati delle analisi hanno indicato che queste ultime, in realtà, sono varietà addomesticate in passato che si sono poi diffuse nuovamente in natura e riadattate.

Nello studio, si legge che «anche se servirebbero ulteriori campioni di piante selvatiche nelle zone geografiche in questione, i nostri risultati – basati su un insieme di campioni già sufficientemente ampio – suggeriscono che gli antenati davvero selvatici della Cannabis sativa sono estinti».

Nonostante queste scoperte, inoltre, la storia della domesticazione della marijuana ha ancora grosse lacune. Come ha detto al New York Times la ricercatrice Catherine Rushworth, esperta nell’ambito dell’evoluzione delle piante, individuare con precisione come sia avvenuta in passato la domesticazione di una pianta è piuttosto arduo. Gli scienziati possono anche fare previsioni su come cambierà una certa pianta in un certo contesto naturale, ma quando un processo di selezione naturale viene portato avanti dall’essere umano quelle previsioni «vanno a farsi benedire».

 

Fonte: Ilpost.it

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

This site is protected by reCAPTCHA and the Google Privacy Policy and Terms of Service apply.

Carrello
Torna su