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Cannabis Indica e Sativa, quali sono le differenze?

Simili, ma anche profondamente diverse, queste due varianti della cannabis si distinguono per effetti, aspetto, periodo di fioritura e non solo

Come quasi tutte le piante presenti sul nostro pianeta, anche la Cannabis esiste in natura in diverse varianti ognuna con caratteristiche diverse per morfologia, dimensioni, periodo di fioritura, effetti e non solo. Le due principali “famiglie” di riferimento sono però le cannabis indica e sativa, ma quali sono le differenze?

Cannabis Indica e Sativa, la storia

La Cannabis, nota anche come canapa, ha una storia millenaria. Tracce del suo utilizzo e della sua coltivazione sono stati rintracciati fino a 10mila anni fa, nel periodo del Neolitico. Questa pianta era coltivata per il gran numero di prodotti che se ne poteva ricavare e anche per la facilità con cui cresce anche su terreni difficili.

Se da un lato ne venivano apprezzate le buone fibre tessili che se ne potevano ricavare, l’utilizzo ricreativo della cannabis è altrettanto antico e diffuso. Tracce e ricostruzioni e testimoniano il consumo tra le popolazioni pre-coloniali del Sud America, gli Arabi e una miriade di gruppi diversi diffusi in Asia centrale.

Una delle prime differenze tra Indica e Sativa è sicuramente rintracciabile nella loro collocazione geografica. La prima è oggi diffuse e coltivata prevalentemente nelle regioni dell’Asia centrale come il Pakistan e il nord dell’India, mentre la seconda è diffusa sia in Asia minore che in Sud America.

Le differenze tra le due famiglie

Cannabis Indica e Sativa sono di fatto la stessa pianta se considerate dal punto di vista scientifico (e anche legale). Entrambe le varietà appartengono infatti alla specie nota come Cannabis Sativa L. Questo non significa che le differenze non siano molte e diversa natura.

Dal punto di vista morfologico, l’aspetto, la pianta di Indica è più piccola e con foglie larghe, mentre la Sativa cresce fino a superare persino i 4 metri di altezza con foglie sottili e lunghe. Di fatto la prima mantiene le dimensioni di una pianta da vaso, mentre la seconda può diventare un vero e proprio albero.

È significativa anche la differenza nel periodo di fioritura: per la Indica il periodo varia tra i 45 ai 60 giorni con una durata di 7-10 settimane, mentre la Sativa fiorisce mediamente dopo circa 90 giorni e continua a farlo fino a 10 settimane consecutive.

Differenze tra cannbis indica e sativa

Differenze per effetti e legalità

Essendo la stessa pianta dal punto di vista genetico non ci sono differenze significative tra le due dal punto di vista della legalità dell’acquisto. È infatti possibile acquistare entrambe in maniera legale in Italia. Ciò che conta veramente da questo punto di vista sono la percentuale limite legale di THC (fino allo 0,6%) e CDB (massimo 20%).

Gli effetti che questi due tipi di Cannabis Sativa L. sono in grado di generare differiscono in modo significativo, nonostante si tratti di fatto di due varietà della stessa pianta.

La cannabis sativa (quella più alta con foglie lunghe e sottili) mostra effetti maggiormente energetici, con un aumento dell’attività e un senso diffuso di benessere ed entusiasmo.

La cannabis indica (bassa e con foglie belle larghe) ha effetti complessivamente più rilassanti e di riduzione dello stress: distensione, rilassamento diffuso dei muscoli del corpo, aumento del sonno e dell’appetito.

 

Sorgente: www.ilfaroonline.it

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