Agenzia Mondiale Antidoping: il CBD utilizzabile dagli sportivi

Agenzia Mondiale Antidoping: il CBD utilizzabile dagli sportivi

  • Articolo pubblicato:28 Novembre 2020
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“Questo dolore non andrà mai via. Il mio corpo è danneggiato”, ha detto Monroe, 30 anni, che è stato rilasciato dai Ravens l’anno scorso dopo essere diventato il primo giocatore attivo a chiamare pubblicamente la lega per permettere la marijuana medica. “Devo gestirla in qualche modo. Gestirla con le medicine che mi davano mi stava lentamente uccidendo. Ora sono in grado di funzionare ed essere estremamente efficiente nel capire come usare diverse formulazioni di cannabis…

A noi italiani il nome di Eugene Monroe potrebbe non dire molto. È un ragazzone classe 1987, ex giocatore professionista nella NFL (football americano). I troppi infortuni, ed in particolare un trauma alla testa, ed i dolori cronici che da allora lo accompagnano, lo hanno costretto al ritiro. Ora lotta attivamente contro il dilagare dell’uso di oppiacei nel football ed affinché sia permesso l’uso della cannabis terapeutica.

In questa intervista (in inglese) al Rolling Stone racconta per esempio di atleti che prendevano 183 pillole di medicinali (oppiacei etc) alla settimana!! (Lui ora non usa alcun farmaco…)

Comunque:

  • Il CBD è diventato il primo principio attivo della cannabis a essere rimosso dalla lista delle sostanze proibite dell’Agenzia Mondiale Antidoping (AMA).
  • Per la prima volta nella storia del doping, uno dei componenti della marijuana è stato considerato adatto agli sportivi e, di conseguenza, il suo consumo non verrà più penalizzato.
  • Così è stato specificato nella Lista di Sostanze Proibite, in vigore a decorrere da gennaio 2018.
  • Mentre il consumo di cannabinoidi in generale e di THC in particolare resta tuttora punibile, il cannabidiolo è citato specificamente come sostanza permessa.

Fonte: www.dinafem.org

 

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